Benito Pérez Galdós (Las Palmas de Gran Canaria 10 maggio 1843-Madrid 4 gennaio 1920), non conosciuto quanto meriterebbe al pubblico italiano, è in realtà uno dei massimi scrittori spagnoli dell’Età moderna. Particolarmente celebre per i romanzi storici – che, per la qualità della scrittura e la capacità di mettere a nudo gli effetti dei grandi processi storici sull’esistenza degli uomini, richiamano i capolavori di Balzac, Dickens, Tolstoj e Hugo – Pérez Galdós fu autore di un’imponente messe di opere che gli procurarono enorme successo sin dagli inizi della sua carriera artistica rendendolo lo scrittore oggi più amato in Spagna, subito dopo Cervantes. Fra i suoi testi più meritori si segnalano Tristana (1892), Fortunata e Giacinta (1886-1887), Miau (1888), nonché la monumentale serie degli Episodi Nazionali, pubblicata in 46 volumi tra il 1875 e il 1912. Sul delitto della calle de Fuencarral (10 agosto 1889), che sconvolse la Spagna di fine secolo, Galdós scrisse vari articoli per la stampa. L’enigma rimasto irrisolto lo indusse a scrivere L’incognita e Realtà che vanno ben al di là della semplice inchiesta su un fatto lontano di cronaca e continuano a interrogare il lettore di oggi sui grandi temi della verità, della vita, dell’amore e dell’arte.




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