Dopo la prima edizione francese di Editori Internazionali Riuniti, ecco la versione italiana di un libro-intervista originale su Jacques Lacan uscito a Parigi nel novembre 2011, in occasione del trentennale della morte dello psicanalista (1901-1981). Anche in Italia il pensiero di Lacan è diventato negli ultimi anni punto di riferimento imprescindibile non solo per la clinica, ma per quanti – poeti, filosofi, linguisti, teorici della letteratura, antropologi ecc. – si interrogano sui grandi temi della modernità: l’evaporazione del padre, la crisi dell´identità sessuata, le dipendenze come espressione di una società rivelatasi incapace di funzionare con una logica diversa da quella del discorso consumistico, la tendenza a una perversione generalizzata, il risveglio del matriarcato…
Sei allievi – diretti e indiretti – del grande clinico parigino ci restituiscono nelle interviste qui presentate il ritratto di uno psichiatra di genio, un uomo dalla pietas commovente davanti alla tragedia dello psicotico; uno psicanalista che ha saputo avanzare come nessun altro prima di lui nei territori sconosciuti della femminilità, contornare la faglia irriducibile da cui parte nell´Altro la domanda d´amore, svelare l´incommensurabilità radicale tra uomini e donne, senza cessare però d´inventare una risposta all´impossibile rapporto sessuale: un Lacan che non è indietreggiato davanti all´orrore del Reale, grazie al coraggio di un desiderio impetuoso; un Lacan che non ha velato le sue stesse contraddizioni, accettando di pagare il prezzo del suo rigore etico sino ad abbracciare la causa di una solitudine irreparabile dinanzi alle impasses della psicanalisi di oggi. Che ne è di una riflessione teorica, di una clinica nel cuore «freudiana», in un mondo sempre più sovvertito dal funzionamento acefalo e senza limiti del liberalismo trionfante – un mondo che ha perduto i suoi punti di riferimento tradizionali, che loda il potere dell’immagine a spese della parola, che esalta l’autosufficienza, che sviluppa senza posa nuove forme di paranoia ed è ormai sottomesso a un nuovo totalitarismo che riduce il soggetto a parametri burocratici? C’è ancora posto per un discorso che non cerca né di sedurre né di «guarire», ma semplicemente di restituire il paziente alla sua domanda, di confrontarlo a ciò in cui inciampa? È ancora possibile una formazione per dei giovani che – anche quando riescono a confrontarsi con un desiderio d’analista – portano inscritte su di loro le tracce di un discorso devastante di cui essi sono l’effetto? Gli autori qui intervistati si sforzano di rispondere a tali domande, accettando di ripassare per i fondamenti di una pratica animata dalla loro storia personale e professionale. Storie diverse di incontri e di scontri con le difficoltà di una teoria complessa e tuttavia non eretta a sistema, di scoperte della propria implicazione – in quanto terapeuti – nei sintomi dei loro stessi pazienti, di confronti con il proprio impossibile, ma anche… storie di desiderio e di amore: quello per Lacan e per la vita in tutte le sue manifestazioni.
La versione italiana presenta alcune novità di rilievo rispetto all’originale francese: corredata da un ricco apparato di note e da un glossario di concetti essenziali, questa edizione si arricchisce di un’ariosa Ouverture di Charles Melman sulla fine dell’analisi, di un ricordo poetico di Jacqueline Risset sull’amico di lunga data e di una raffinata Introduzione di Paola Caròla, tra le prime allieve di Lacan in Italia.



