Roberto Monteforte, Popestar

Giovanni Paolo II, amato dalle moltitudini in vita e osannato dopo la sua scomparsa, ha ha dato un’identità globale a una Chiesa in lotta prima contro i totalitarismi, poi contro la secolarizzazione. Dopo la sua morte è stato oggetto del più rapido processo di beatificazione mai subìto da un pontefice. Popestar può sembrare un titolo irriguardoso, forse ironico. Certo, viene da chiedersi, non si rischia così di ridurlo a un’icona mediatica, frutto proprio della secolarizzazione, di quei tempi rapidi dettati dalle logiche di consumo, in questo caso spirituale? “Santo subito!”, ma perché? Perché non rispettare i tempi per la necessaria metabolizzazione di un pontificato così ricco e anche così contraddittorio? Karol Wojtyla, come ogni uomo, ha vissuto i suoi limiti e le sue ombre. L’ostinazione a imporre un modello polacco di Chiesa, determinato da precise condizioni storiche, politiche e culturali. La normalizzazione della Chiesa in America Latina, “contaminata” dalla Teologia della Liberazione. L’incontro con Pinochet. Il silenzio su monsignor Romero. L’appoggio a movimenti e realtà come Comunione e Liberazione, Opus Dei e neocatecumenali. La burocratizzazione della Chiesa italiana, nelle mani esclusive di Camillo Ruini. Questioni critiche e spinose, quasi del tutto ignorate dai media. Roberto Monteforte le ripropone in questo libro, cercando di capirne le ragioni e di offrire al lettore una chiave interpretativa. Con la curiosità del cronista, non con l’ambizione dello specialista o dello storico, seguendo il filo di suggestioni che speriamo aiutino a riflettere. Non solo su cosa è stato questo papa, ma sulla molteplicità di voci nella Chiesa, spesso offuscate da dinamiche di potere, distanti ed estranee allo spirito del Vangelo e alla sua dimensione profetica.

Autore: Roberto Monteforte

Introduzione: Alberto Bobbio

ISBN: 978-88-359-9056-7

Pagine: 320

Prezzo: 16 euro

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RASSEGNA STAMPA

L’Unità, 29 giugno 2011