Una Parigi inedita e inaspettata, che non mancherà di sorprendere anche coloro che credono di conoscerla bene. In occasione dell’Esposizione Universale del 1867, la penna profetica di Victor Hugo guida il visitatore attraverso le strade, le piazze, i ponti della città-faro del mondo occidentale, facendo rivivere – con storie di personaggi sconosciuti o illustri e cupe vicende di sangue – l’inesorabile cammino di un popolo verso l’affermazione di quei valori libertari e umanitari che avrebbero fatto della Francia e di Parigi il cuore pulsante di un’Umanità nuova. Hugo guarda all’avvenire in cui la Francia del Novecento, con una progressione di presagi densi di utopia, si allarga e si trasfigura fino ad assumere il volto di una nuova Umanità – illustre, ricca, pensante, pacifica, cordiale – ai cui valori tutte le nazioni moderne si piegheranno e nella cui grandezza si riconosceranno: «Questa nazione avrà per capitale Parigi, e non si chiamerà affatto Francia; si chiamerà Europa. Si chiamerà Europa nel XX secolo, e nei secoli seguenti, ulteriormente trasfigurata, si chiamerà Umanità». Con accenti visionari di grande tensione emotiva, ma anche con la capacità non meno veemente di sdegnarsi per tutti gli orrori di una storia, tanto singolare quanto eccedente, questo Elogio di Parigi riscrive il passato per provocarci al futuro e, soprattutto, all’assunzione di quella responsabilità etica senza la quale non si può costruire un mondo di pace. Con questa immane prefigurazione di un continente fraterno ancora di là da venire, il lettore potrà così udire quella voce che, come scrive Jacqueline Risset nell’Introduzione, «pone un quesito senza risposta proprio là dove sembrava bombardarci di certezze. È questa voce complessa, sorprendente, che oggi si può ascoltare. Voce che torna e ci interroga, molto vicina, sul nostro presente».
Autore: Victor-Marie Hugo
Introduzione: Jacqueline Risset
Traduzione di: Miriam Capaldo
ISBN: 978-88-359-9031-4
Pagine: 153
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